Microchirurgia endoscopica transanale (tem)

A cosa serve?

La Microchirurgia Endoscopica Transanale (TEM) è nata nel 1983 per opera di Gerhard Buess, chirurgo tedesco, come alternativa alla chirurgia transanale tradizionale per il trattamento dei voluminosi polipi benigni, precancerosi e inizialmente maligni che interessano il tratto distale del colon-retto. Questa metodica permette infatti di asportare tali lesioni senza aprire la parete addominale. Ciò consente al paziente di avere, a parità di efficacia di trattamento, un decorso postoperatorio più rapido, pressoché privo di complicanze e una degenza ospedaliera molto breve oltre che un risultato cosmetico ottimale.

In cosa consiste?

Un tubo cilindrico detto rettoscopio viene introdotto nell’ano. Per mantenere dilatato il retto e per ottenere una visione ottimale ed uno spazio sufficiente per poter operare, viene insufflata CO2. Per mezzo di una ottica collegata a una telecamera si ha visione endoscopica dell’interno del retto. Gli strumenti adoperati sono chiaramente studiati per poter essere introdotti nel rettoscopio e permettono al chirurgo gli usuali gesti di manipolazione dei tessuti, dissezione e sutura della parete del retto. Con tale metodica è possibile asportare polipi fino a 18-20 cm dal margine anale, misurati con il rettoscopico rigido.

Quando si utilizza?

Candidati ad intervento di TEM a scopo curativo sono i pazienti con patologia benigna e con patologia maligna allo stadio iniziale (cosiddetti T1N0M0). Ma la TEM è anche lo strumento da preferire per il trattamento palliativo di tutte le forme avanzate in pazienti che non sarebbero in grado di sopportare un intervento radicale per via addominale, o che rifiutano una chirurgia che è gravata da un più alto tasso di complicanze anche severe. L’intervento infatti è routinariamente eseguito in anestesia spinale se non controindicato. Ciò ha il grosso vantaggio di riammettere ad intervento chirurgico pazienti che, per alto rischio operatorio, non potrebbero sopportare un’anestesia generale.

Com’è il decorso post operatorio?

Già poche ore dopo il trattamento il paziente torna ad alimentarsi e a svolgere le sue normali funzioni. Il dolore non costituisce generalmente un problema perché di rara insorgenza e comunque facilmente controllato con antidolorifici. La dimissione avviene generalmente in seconda giornata.

Quali complicanze?

Le complicanze postoperatorie comuni sono generalmente minori, e si verificano in <1% dei casi (dolore, febbre, ritenzione urinaria, sanguinamento, incontinenza fecale transitoria). Sono descritti seppur assai raramente casi di fistola retto-vaginale o retto-uretrale, o di necessità di conversione a chirurgia radicale.

Quali i vantaggi?

Il maggior vantaggio legato all’uso della tecnica TEM è sicuramente il fatto di non necessitare di ferite nella parete dell’addome. Ciò garantisce un decorso postoperatorio indolore, un ripristino delle normali funzioni più precoce, un più precoce ritorno all’attività lavorativa ed un rischio infettivo ridotto. Ciò rende aneddotico il ricorso a confezionamento di enterostomie comunque temporanee (ossia un ano artificiale posizionato sulla parete addominale). Il principale vantaggio rispetto alla chirurgia tradizionale transanale è la assai maggiore precisione del trattamento che consente nella quasi totalità dei casi una escissione completa della lesione in un unico pezzo operatorio, e di conseguenza un tasso quasi nullo di recidive locali di malattia.

Autore: Prof. Alberto Arezzo